Nel contrasto alla violenza di genere tutti possiamo fare qualcosa, anche le Aziende.
Con violenza di genere intendiamo qualsiasi forma di violenza (fisica, sessuale, psicologica, economica, e probabilmente ce ne sono anche altre che devono ancora essere individuate) nelle quali la vittima è scelta in base al suo genere, perché donna, uomo o transgender.
Quindi non dobbiamo pensare solo alla violenza fisica o ai femminicidi. Si tratta di tante e varie forme di violenza, a volte neppure riconosciuta da chi la attua o la subisce.
L’estensione del fenomeno e quindi il numero di vittime che arriva a raggiungere, fa sì che sia un vero e proprio problema sociale del quale tutti subiamo le conseguenze. In primis, ovviamente, le vittime, dirette e indirette, ma di fatto tutto il sistema ne viene colpito. Anche il mondo del lavoro. Non c’è più violenza di un tempo. Anzi. Ma senz’altro si è da un lato esteso il concetto, e quindi la consapevolezza di cosa sia violenza, e dall’altro non c’è più intenzione di sopportarla. E giustamente. Molta di questa violenza nasce dagli stereotipi in cui siamo completamente immersi. Stereotipi legati al genere, ai ruoli, ma anche ai modelli che la società impone. Alla frustrazione di dovervi aderire per convenzione più che per convinzione, al senso di fallimento quando non ci si riesce.
E alla superficialità con la quale viviamo, e la società ci impone di vivere, questi stereotipi.
Molte volte la violenza deriva dall’incapacità di alcune persone di gestire la situazione, la frustrazione, il rifiuto, se stessi e il ruolo che non riescono a vivere come lo stereotipo di appartenenza vorrebbe. A volte non tanto come vorrebbero loro, quanto quello che la società, gli altri, le convenzioni sociali si aspettano. La solitudine, la superficialità dilagante, la mancanza di sfoghi molte volte sono all’origine della violenza agita e subita. A volte basterebbe così poco, basterebbe potersi esprimere in altro modo, sentirsi meno inadeguati, sentirsi accolti in altri contesti per abbandonare quelli malati che molto spesso si nutrono di sé stessi, facendo crescere la violenza come una valanga.
Molto spesso basterebbe capire da subito cosa non deve essere accettato, cosa è sbagliato senza se e senza ma, senza seconde possibilità, senza giustificazioni. Capire cosa deve essere immediatamente fermato e guarito. Da parte di chi lo subisce ma anche di chi agisce. Senza giustificazioni. Se una situazione porta ad essere violento, irrispettoso a superare i limiti, bisogna avere la capacità, la forza e la lucidità di allontanarsi a qualunque costo.
Per fare questo serve una cultura al rispetto di se stessi e degli altri, una formazione adeguata a tutti i livelli, una società meno superficialmente giudicante, più attenta e più accogliente.
Servono progetti per un ambiente rispettoso e sicuro.
Per questo molto possono anche le Aziende.
Possono creare cultura, fare formazione, far crescere i loro dipendenti, accompagnarli alla consapevolezza ma anche fare progetti per dare aiuto, inclusione e sicurezza al loro interno e fuori. Per lavorare in ambienti più sicuri e poi più sereni. Per essere persone migliori
Ci sono sempre meno contesti nei quali apprendere, discutere, capire.
L’Azienda può creare valore aggiunto permettendo a tutti i suoi dipendenti di avere questo spazio. Può essere il vero fulcro del cambiamento. Certo facendo rete con le istituzioni, le associazioni, ma veicolando il cambiamento, essendone il protagonista. Le Aziende possono creare un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso, accompagnando anche il possibile agente la violenza a comprendere quali devono essere i limiti del proprio comportamento per il rispetto dell’altro. Possono attuare politiche interne contro la violenza e le molestie.
Possono creare un codice etico che non sia solo un manuale appeso a qualche parete o reperibile sul sito, ma un vero aiuto per un canone di comportamento che possa cambiare il luogo di lavoro, le persone e la società.

